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imputato al fatto che tali animali sono poco frequenti, costituiscono di
norma popolazioni piuttosto ridotte, e sono difficili da scorgersi nel loro
ambiente naturale, ove riescono a mascherarsi perfettamente, grazie anche
alla loro capacità di tanatosi.

      Ad ogni modo, la elevata percentuale di elementi siculi sia alle Eolie
che alle Egadi e l'assenza di specie a più ampia diffusione e presenti
anche in Sicilia, non può essere attribuita a trasporto passivo, che sa-
rebbe assai strano pensare limitato a specie ad areale più ristretto; la
loro presenza negli arcipelaghi studiati sembra risalire ad epoche non
certo molto recenti.

      Credo pure significativa a tal proposito la notevole discontinuità
nella distribuzione delle specie di alcuni generi cui appartengono gli
elementi in questione, come ad esempio Dasylobus (con otto specie
sparse nel Mediterraneo occidentale e perfino a Madera) e Dicranopalpus
(dieci specie quà e là presenti nell'Europa sud-occidentale).

      Occorre comunque ricordare che le ricerche finora condotte sulla
fauna di Opilioni delle isole circumsiciliane e della stessa Sicilia (della
quale si conoscono poco più di venticinque specie, non tutte accertate
o recentemente controllate) non possono essere certamente considerate
esaurienti e può pertanto risultare difficile e rischioso trarre indicazioni
e deduzioni di più ampio valore biogeografico.

                                                RIASSUNTO

       L'Autore menziona 13 specie di Opilioni raccolti nelle isole Eolie ed Egadi,
fornendo notizie sulla loro distribuzione. Di queste specie, sei hanno geonemia sicula,
talora estesa all'Aspromonte o all'Appennino centromeridionale; sei possiedono geo-
nemia mediterranea, spesso ristretta al solo settore occidentale, ed una (Lacinius
borridus) ha distribuzione europea.

       Considerazioni sulla distribuzione di queste specie inducono l'Autore a ritenere
che il popolamento di Opilioni delle isole studiate abbia un'origine poco recente
e non possa spiegarsi con fenomeni di trasporto passivo; l'assenza di alcune specie
ampiamente diffuse in Sicilia potrebbe derivare dalla scarsità di ricerche condotte
negli arcipelaghi.

                                                 SUMMARY

       The Author describes thirteen species of Phalangids collected in the Aeolian
and Aegadian Islands, six of which bave Sicilian distribution. The only species with
European distribution is Lacinius borridus; the remaining species presents Mediter-
ranean distribution, with enlargement or limitations.
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