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delle pozze, denominate cuvette dai primi descrittori (Molinier e Picard, 1953;
Pérès e Picard (1964), varia da alcuni centimetri fino a oltre un metro con una
profondità in genere inferiore ai 50 cm; al fondo sono tappezzate dalle conchiglie
tubolari di vermetidi della specie Vermetuus triquetms, meno adatta alla vita
intertidale per via della mancanza di un opercolo funzionale. I due margini sono
costituiti, invece, da un'incrostazione spessa alcuni centimetri della specie
Dendropoma petraeum:

   c) un bordo esterno formato da popolamenti misti di D. petraeum e alghe
calcaree. Quest'ultima specie di vermeto è particolarmente ben adattato alla vita
livello intermareale in quanto l'estremità distale della conchiglia è chiusa da uno
spesso opercolo corneo, che lo protegge dal disseccamento prolungato. Questa
condizione diventa proibitiva per la maggior parte delle specie intertidali in
primavera, in coincidenza con le grandi maree sizigiali.

   d) formazioni isolate esterne. Oltre il margine distale della piattaforma,
talvolta, è possibile anche identificare emergenze tondeggianti simili a funghi,
denominate anchè isole o atolli, sulla cui formazione esistono due ipotesi: una
prevede la colonizzazione di vermetidi di scogli isolati, mentre l'altra, invece,
ritiene che siano un residuo di vecchie piattorme (Antonioli et al. 1999).

   Alle due principali specie biocostruttrici, nell'ordine di importanza,
Dendropomapetraeum e Vennetw triquetrw, si associano numerose specie di alghe
rosse coralline, tra cui Spongites notarsii, che cementa tra loro le conchiglie di
vermeto, e Lithophyllumlichenoides, che forma dei cercini alle due estremità della

costruzione. Queste caratteristiche consentono di considerare un reefa vermeti

l'omologo di aèque temperato-calde di una barriera corallina di tipo "frangente".
   La loro importanza è legata alla loro capacità di modulare i processi

geomorfologici della linea di costa. In tal modo essi producono una variabilità nelle
condizioni fisiche (eterogeneità e complessità del substrato), che fornisce risorse e
habitat nuovi a organismi detti interstiziali; ciò si traduce in un incremento del
livello di biodiversità dei popolamenti associati, che ne fa un biotopo caratteristico
del Mar Mediterraneo. Per tale motivo le piattaforme a vermetidi sono tra gli
habitat inclusi nelle liste delle specie protette: Annex II, list ofBiological Diversity
in the Mediterranean (Barcelona Convention) e lista Natura 2000 (codice 1170).

I REEFA VERMETI NEL MEDITERRANEO

   Lo studio delle formazioni a•vermeti consente di raccogliere informazioni
preziose che vanno oltre la biologia della specie e la bionomia bentonica,
investendo i settori più vasti della biogeografia, dei cambiamenti climatici
(Laborel et Laborel, 1994), delle variazioni del livello dei mari nelle epoche
recenti (Antonioli et al., 1998) e l'interesse per la conservazione dell'ambiente
naturale costiero.

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