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      Circa i suoi rapporti con le v1c1ne Favignana e Levanzo (e quindi,
loro tramite, con la Sicilia) è difficile formulare ipotesi per il Pleistocene
inferiore e medio, quando ancora i movimenti tettonici si facevano forte-
mente sentire. Congiunta com'è a Favignana da una soglia situata a
- 140 metri, Marettimo dovrebbe avere interrotto il suo isolamento
durante l'ultima glaciazione (se, come probabile, l'abbassamento eusta-
tico ha raggiunto i 150 metri, e se i rapporti reciproci fra le isole non
hanno subito da allora mutamenti sostanziali).

                                             Ustica

      Mentre le Egadi sono costltulte in pratica totalmente di rocce se-
dimentarie relativamente piuttosto antiche, Ustica e le Eolie corrispon-
dono ad altrettanti vulcani, in parte ancora attivi. Separate come sono
dalla Sicilia da profondità eccessive perchè possano esserle mai state
collegate da terre emerse, presentano semplicemente il problema di sta-
bilire a che data si sono formate. Datazioni assolute a parte (che, per
le rocce piuttosto tecenti, sono di scarso aiuto), la risoluzione del problema
è essenzialmente affidata al reperimento di rocce sedimentarie, databili
mediante i fossili, dalle quali risalire alla età minima delle vulcaniti sulle
quali riposano.

      L'isola di Ustica è il rudere di un sistema di vulcani basici (for-
mati quindi di magmi profondi, subcrostali, come l'Etna), oggi larga-
mente smantellato, che si eleva dal mare per soli 238 metri, ma in
tealtà rappresenta la sommità di un grande edificio, appoggiato su fondi
con profondità dell'ordine dei 2.000 metri. MARTELLI (1912), che de-
dicò all'isola una monografia, definisce l'apparato eruttivo di Ustica, in
base al profondo smantellamento che dimostra, come « decrepito».

      Sulla costa orientale dell'isola è stata recentemente individuata, a
30 metri di quota, una panchina con fauna tirreniana, i cui ciottoli
derivano dai tufi andesitici che formano uno dei vulcani dell'isola.
RuGGIERI & BuccHERI (1968), che hanno studiato la malacofauna del
Tirreniano di Ustica, ossetvano che « è fuori dubbio che al momento in
cui si è depositata [la panchina titteniana] l'attività eruttiva di Ustica
si era conclusa da tempo, anzi lo smantellamento dell'apparato eruttivo
era già quasi altrettanto avanzato quanto oggi ».

      Tutte queste osservazioni concorrono a fare ritenere la formazione
di Ustica molto antica, del Pleistocene inferiore o fotse anche prima,
ma non permettono di precisare una data
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