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gravemente lacunosa. Del tutto perduta invece la parte sinistra, che molto
probabilmente doveva ospitare un’altra croce monogrammatica, in perfetta
simmetria con quella ritrovata a destra. L’epigrafe (Fig.70), in lingua greca e
formata da tessere azzurre, era la seguente ( tratta da Pace 1916, col. 708 ) :
Μ Α Κ Ι Π Ρ Ε Β
Υ Ξ Ε Π Ε Ρ С
Τ Η Α С Κ Ο
Β Ο Υ Λ Δ Ε Ο Υ
Con le integrazioni, già apportate da Pace e poi accettate da Novara e
382
Billotta :
Μ Α Κ (αριος) Π Ρ Ε (σ) Β (υτερ)
. . . Υ Ξ Ε (υ) Π Ε Ρ С
(ω) Τ Η (ρι) Α С Κ Ο
Β Ο Υ Λ Δ Ε Ο Υ
“ Il presbitero Macario ..... per la salvezza di Kobouldeous ”.
Secondo il Pace, l’iscrizione rappresenta un rifacimento posteriore del
pavimento B. Lo studioso aggiunge anche che si potrebbe trattare di un
«rattoppo del pavimento originario compiuto da questo presbyter che volle
modestamente ricordare il suo nome, con una semplice invocazione al
383
primitivo fondatore» . Billotta ipotizza invece che il presbitero Macario
382
PACE 1916, col. 708; NOVARA 1975, p. 51; BILLOTTA 1977, p. 49.
383 PACE 1916, col. 709.
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