Page 8 - Pitre_1913
P. 8

GAP. XXII. LA TONNAKA          379

           e lo minacciano di un tuffo nelPacqua; anzi vanno tuf-
          fando a poco a poco e ripetendo più volte : Ah ea vi
           huddamu L„ Ah ca vi hhuddamuf {shh che vi tuffiamo)
           finché lo bbuddano davvero : poi lo portano fuori con
           loro, e noi riconducono al suo posto finché i tonni non
           passino.
             Una volta^ se la pesca non era niente favorevole,
           si prendeva la statua di S. Antonino, protettore di
           quella tonnara, e  si tuffava in mare come per bene-
           dirlo. Dopo questa cerimonia i tonni, dicono i vecchi,
           si affollavano in gran numero, e la mattanza riusciva
           splendida e fruttuosa. La chiesetta di S. Antonino ci
           guadagnava un tonno, dono ed offerta dei padroni.
           Oggi  il  santo è divenuto una  specie  di magazzi-
           niere,  poiché  i tonni  pescati  si portano  nella  sua
           chiesa, che é  il fabbricato più vicino alla spiaggia.
           (Favignana),
             Ohi non ha visto eseguire una mattanza  o, come
           dice il popolo, ^n^oGcisa (uccisione, scannatura) non può
           immaginare attrattiva più irresistibile, che in tempi
           non  molto  lontani si procurava alle famiglie reali.
             Nel Museo I^azionale di Palermo sono due quadri
           rappresentanti una mattanza con V intervento  dei
           reali Ferdinando III di Borbone e Carolina d'Austria,
           e  della primaria  nobiltà siciliana in sul cominciare
           del secolo XIX.
             « Nelle grandi città, dove ordinariamente sono tante
           distrazioni, non  si pensa affatto alla pesca del tonnoj
           nei piccoli centri, invece, tutta Pattenzione è rivolta
   3   4   5   6   7   8   9   10   11   12   13