Page 10 - Pirriaturi_FTorre
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lo stabilimento per la conservll7.ione del tonno, presso il quale, nel periodo della
 pesca, molta gente dell'Isola ha trovato lavoro ben retribuito.

       Da quanto esposto appare chiaro che nelle cave di tufo favignanesi la situa-

zione si è completamente capovolta; oggi da questa attivilà si fugge, mentre

 anticamente anche i piscatura e i campagnoli vi si dedicavano, come seconda
 attività, intravvedendo nella pirrera la continuità del lavoro da cui trarre sicuro,
 seppur misero, guadagno. I campagnoli, in particolare, vi hanno trovato !a.Yllli>
 fino ad un deceoo.io fa co:ne carri/Ieri (carrettieri). Essi t~asportavaoo i canlu11a

da.uapirrera at punti di carico p~.r ·fe.. bar~ht...!LdireuamenÌ:e sw lu!>glìli!J. ut.ffiz,. _

 zazTone nell'Isola stessa. Nel primo caso u carri/Ieri veniva pagato dal principali

àìlìie settimana, sc><:ondo i vilenni compiute (una viéenna era l'insieme degli andi·

 rivieni che egli riusciva a portare a termine in un giorno); in genere, non arri-
 vava a fare più di 10-14 viaggia (viaggi), in relazione alla distanza da coprire,

 trasportando a1 massimo 21 conci per volta, da caricare e scaricare di persona.

 Nel secondo caso, veniva pagato a wiaggia dal principali o dall'acquirente, secondo
 preventivi accordi. Se .carrettu e bbestia non erano di proprietà sua,.-a chi glieli
concedeva in uso, 11,_ CPrriieeri doveva corrìspondere_rirca._il §()% .•delle somme
Jisoosse._

       Quando era il momento, u principali chiamava su dalla cava alcuni pirriatura ·
 che si occupassero di trasferire i cantuna dagli scari alle barche, dove i ma.rinai,
 retribuiti dal committente, li sistemavano nelle stive. La ricompensa per questo
 lavoro supplementare, detta mazzetta, che intorno al 1948 si aggirava sulle L. 5
 a ccanluni, veniva equamente divisa tra i componenti la squadra. In genere essa
 era composta da 5·8 pjrriatura i quali impiegavano 2 c:re c~rca per caricare .timeno
 due.barche. con 500·800 cantuna per ognuna.

 Lavorazione a ccelu apertu

       A seconda delle circostanze, uaa pi.-cra si poteva nc"!!!!.i (inragQare) !LCE_elu
 apertu o_a ppileti, con modalità, tecniche e strumenti analoghi. Di CJ'V.C a ppileri

 n'liil'Sé ne aj!rono più da tempo perché prevedono l'iogrouamento con creazione
 d>-;',"i'ni.ço!i;. co-;; che richiede . faiica ed 86iittà e cbe non- è.stato p<>ssibile realiz-

 zare con le macchine. Le cave a ccelu apertu sono quelle che scendono nella

 pròfondità del suolo come i' P.,zzi e raJ1]?resenrano il ;!Pc di cava più diffuso nel-

 l'epoca l!loc!erna, speç! e dopo l'avvento della meccanizzazione. Nell'aprire una di
 esse,la prima cosa da fare era u ICiirTkalu (d~uo anche, 'con voce marsalese,
 rcummogghiu), cioè la squadratura del terreno sul quale operare e l'asportazione
 da esso dello strato super6ciale di terra o di roccia, per mettere a nudo la pietra
 tufacea.

       Durante la squadratura del terreno ci si avvaleva . del parpagnu (bacchetta
 usata come modulo), per far sl che sui lati della pirrera fossero contenute un
 numero intero di volte le misure rispettivamente corrispOndenti agli spigoli, mag-
 giore e minore, di un concio. Il parpagnu veniva ribaltato su se stes,;o appuntan-

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