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Le informazioni disponibili sulla realtà degli abitati rurali d’età
tematica (VIII-IX sec.) risultano molto misere; è verosimile che in questo
periodo vennero sempre più ad essere frequentati le colline del territorio
alcune delle quali potrebbero aver dato vita ad insediamenti stabili. Per
l’VIII secolo è difficile valutare gli esiti sul territorio dell’istituzione del
thema bizantino, della perdita di controllo delle proprietà siciliane da parte
della chiesa di Roma e delle scorrerie saracene. La minaccia di una
occupazione araba, il rinnovarsi delle scorrerie che dovettero comunque
coinvolgere località aperte e prive di difesa dovettero causare ai bizantini la
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necessità di apprestare luoghi di rifugio talvolta fortificati che portarono
alla trasformazione del modello insediativo tra il VII ed l’XI secolo quali
l’avvento dei kastra come conseguenza della minaccia saracena e crescente
militarizzazione dell’ isola. A questo proposito, vorrei un attimo soffermarmi
sulle origini di Calatafimi visto che l’insediamento medievale potrebbe
essersi sviluppato su una roccaforte già esistente se non addirittura, su
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un’area occupata da un insediamento di tipo stabile già in epoca antica
(Figg. 46; 50).
Secondo Longo, l’antica città di Acesta era posta sopra la collina stessa
c
dove si trovava l’antica Qal at Fȋmȋ. A tal proposito ricorda un passo delle
Verrine dove si fa riferimento alla presenza di un’altra popolazione distinta
dai Segestani e soggetta al pagamento delle decime 294 , a differenza degli
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abitanti di Segesta, una città esente dal pagamento dei tributi . La posizione
privilegiata e la netta distinzione delle due città potrebbe essere ricavata
292
FASOLI 1959, pp. 379-395.
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LONGO 1810, p. 189.
294 CICERONE, In Verrem, II, 3, 83: “Atque in hoc genere audaciae multo etiam impudentius in
decumis Acestensium versatus est; quas cum addixisset eidem illi Docimo, […] coegit Acestenses a Docimo
tantundem publice accipere. Id quod ex Acestensium publico testimonio cognoscite ”.
295
CICERONE, In Verrem, II, 3, 92: “Segestam item ad immunem civitatem Venerius Symmachus
decumanus immittitur”.
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